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I colori sono il mezzo attraverso cui la natura comunica con noi e con le altre forme di vita che la compongono. Sia nel regno vegetale che in quello animale, un colore può significare un tentativo di mimetizzarsi, di attirare una preda, di segnalare il proprio status rispetto al branco. Senza il colore per gli uomini sarebbe decisamente più complicato comprendere quando è il momento giusto per mangiare un frutto o una verdura. La gradazione, l’intensità e la sfumatura del colore servono quindi a definire il ruolo e la relazione che ogni parte ha per sé stessa e rispetto al sistema. Possiamo analizzare questo processo dal punto di vista scientifico per comprendere le cose in modo più dettagliato e allo stesso tempo possiamo osservare i fenomeni naturali che coinvolgono i colori come effetti magici di un illusionista che ha un livello di coscienza superiore al nostro.

La Pachamama comunica attraverso i colori la sacralità dell’esistenza.

Noi tendiamo a imitare quello che osserviamo e quindi, allo steso modo della Terra, giochiamo con i colori creando il nostro ambiente domestico ideale e creandoci ogni giorno uno stile cromatico originale. Nello scegliere i colori che predominano nelle nostre vite esprimiamo sempre le correnti emotive che scorrono nel flusso del nostro inconscio e di cui molto spesso non siamo consapevoli. Lo facciamo anche quando decidiamo di mangiare un cibo che ha un determinato colore piuttosto di un altro.

Che cosa può significare questa scelta?

Quali implicazioni comporta?

Perché in un determinato periodo non sopporto un colore e ne scelgo un altro per le pareti della mia casa?

Per gli esseri umani il colore è sempre il sintomo di una causa che si realizza ad un altro livello.

Essendo il colore energia luminosa in movimento per me è diventato la chiave per comprendere il filo che unisce la mia anima a quella della Madre Terra.

La mia storia professionale nasce come architetta e poi come operatrice Feng Shui, per poi toccare diverse discipline che studio e mi insegnano a ricevere la magia del colore e a decodificarne le applicazioni pratiche per il benessere mio e di chi mi circonda.

Al formarmi e lavorare come color coach e artcounselor, vivo a colori e collego i colori a tutte le mie attività.

Da queste mie esperienze ho imparato che per comprendere il linguaggio del colore bisogna partire dall'osservazione e dal riconoscimento del colore fuori e dentro di noi, cominciare e fare attenzione a quella parte di noi che parla con colori, per caricare, rigenerare, liberare, o proteggere.

Il colore è una chiave per equilibrare consapevolmente le energie in constante movimento perché agisce a livello, fisico, mentale, emotivo e energetico/spirituale.


Ti propongo di scrivere il colore che ti piace di più in questo momento della tua vita e dopo scrivere quello che non ti piace o ti piace di meno. Crea un cerchio per ognuno e colorali. In totale osservazione riceve i messaggi di i due colori, una volta finiti crea un cerchio grande libero e colora con le due mani allo stesso tempo mischiando i colori e creando un colore nuovo. Saro felice di vedere i risultati e leggere le tue impressioni.


Vuoi imparare a utilizzare l'energia del colore per il tuo benessere?

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Vivere sperimentando il colore, lavorare applicando il colore, evolvere a colori verso la luce unificante di vita.



Ci vediamo In Aula

Andreita












 
 
 

Sono tornata da poco dalla mia terra natale, la Bolivia, e in me si sono riaccese tante emozioni profonde che posso vivere solo quando sono in contatto con le mie radici.

È un sentimento di amore e nostalgia che mi lascia senza fiato e che ho bisogno di esprimere ogni volta che ce n’è occasione.

Il 21 giugno è un giorno speciale per me perché segna il principio dell’anno andino.

C’è un luogo, nel cuore dell’altopiano boliviano, che è viva testimonianza di tempi antichi eppure mai dimenticati. Rovine, piramidi, incisioni sulla pietra, monoliti antropomorfi ne fanno una culla della cultura pre-incaica. D’altronde il suo nome, Tiwanaku, "quelli che vengono dal sole" dice tutto del suo significato come luogo dei “tempi sacri”. Ai tempi della sua costruzione, infatti, la natura e il moto dei corpi celesti venivano onorati e ritenuti sacri. Tra tutti, il Sole, il re degli astri, e la energia potente e generatrice di vita, veniva celebrata durante i festeggiamenti del 21 giugno. Non è politeismo, perché non si prega Inti, il dio del Sole ma Illa Tiksi, l’energia onnipervasiva e onnipresente emanata dalla sua più evidente e diretta manifestazione. Questa energia sembrava quasi scemare e rimanere immobile in quei giorni per poi ripartire. È esattamente la stessa cosa che succede nell’emisfero

boreale nei giorni antecedenti il Natale.

In Tiwanaku si compiono rituali tutto l’anno e il 21 giugno in particolare si sceglie il tempio di Kalassasaya per l’evento più importante. Tutti coloro che lo desiderano si possono radunare in questo sito, sfidando le avverse condizioni metereologiche dell’inverno andino.

Sette jilakatas presiedono la cerimonia rappresentando i sette popoli indigeni più importanti della Bolivia. In virtù della loro saggezza e in funzione del loro ruolo come guida spirituali, si incaricano di porgere al Sole nascente Inti i sacrifici necessari: frutta e dolci. Il fumo richiama la luce del sole e i suoi primi raggi passano dalla Porta del Sole che si trova a un lato

del tempo di Kalassasaya.

Tutte le persone radunate si preparano a ricevere la “nuova” luce solare con i palmi solari rivolti verso l’alba del giorno nascente. La Terra si rigenera e l’Uomo saluta e accoglie il procedere sei suoi cicli interiori, come in alto così in basso.

Io stessa ho potuto partecipare a questa cerimonia diversi anni fa’. Ricordo ancora

come i primi raggi del sole mi abbiano riscaldato le mani, prima quasi congelate per il freddo notturno, e poi ravvivate da un fuoco intenso e sorprendente. Jallalla. Jallalla. Jallalla. Questo è il ringraziamento che tutti gridano per sugellare il tocco magico di Inti.

Festeggiamo il 5530 e ricordiamo tutti i popoli che si sono succeduti sulle Ande. Gli Inca, con i loro cinque cicli di mille anni e i 530 anni che sono venuti dopo l’invasione spagnola, e ancora prima di loro, i Tiwanacu, gli Uru, la cultura viva più antica del Sudamerica, gli uomini dell’acqua.

Paralelamente in Machu Picchu il 24 giugno si celebra la festa dell' Inti Raimi ( la festa del sole) : i giorni compresi dal 21 al 24 giugno sono quelli in cui il sole si trova più lontano dalla terra; sono inoltre le tre notti di maggiore oscurità in cui siamo sollecitati a richiamare dentro di noi quel raggio di sole simbolo di speranza e luce per la terra.

Ora siamo nell’era del Pachakuti, della rinascita. È un tempo in cui l’energia femminile si risveglia e lo stile di vita ritorna ad affidarsi ai cicli naturali. Lo dicono gli Inca ma io lo sento nel mio cuore.

Le verità essenziali che sono tramandate dalle culture popolari sono sempre disponibili, anche quando ce ne andiamo o le guardiamo senza riconoscerne la forza vivificante.

Sento che la Geometria Sacra e le conoscenze che ho acquisito in questi anni mi servono per poter comprendere e diffondere con ancora più consapevolezza la Cosmovisione Andina: il cammino del Kapaj Ñan o cammino del Buon vivere

Jallalla e a presto!


Andrea Tarifa

Lugano/Bolivia 2022

 
 
 

“Amore incondizionato” è un’espressione a cui si riferisce l’ipotetica o reale capacità dell’essere umano di aprirsi e rendersi disponibile ai suoi simili, senza porre condizioni di sorta, ovvero senza aspettarsi riconoscimenti e “pagamenti emozionali” in cambio.

Si può dire che in Occidente questa idea tragga le sue origini dall’adagio biblico del “porgere l’altra guancia”, un concetto semplice quanto potente e rivoluzionario. In Oriente esistono molte tradizioni e culture che sostanzialmente parlano della possibilità dell’uomo di vivere mettendo a lato le condizionalità della materia.

In genere molte persone lo vedono come un ideale a cui aspirare ma difficilmente lo rendono una pratica a cui dedicarsi nelle relazioni con se stessi e le persone che compongono la loro comunità di appartenenza.

Noi pensiamo che amare senza condizioni sia il risultato di uno sforzo che dura tutta la vita, ovvero lavorare su sé stessi. Questo significa che non è uno stato-risorsa che ci appartiene alla nascita. L’innocenza infantile è infatti più il frutto dell’inconsapevolezza che di un’autenticità riscoperta.

Di fronte agli insuccessi della vita e all’amarezza che porta il guastarsi di alcune relazioni, il meccanismo che governa la nostra vita esteriore, ovvero la personalità, si dota di maschere che ammortizzano il dolore e salvano la patria interiore. Evitare di esporci è tuttavia un atto meccanico e non adatto a chi vuole entrare in contatto con il fuoco del proprio cuore e le emozioni che vengono regalate dalla nostra anima.

Guarire le relazioni significa riconoscere le emozioni che ci hanno spinto a comportarci e reagire in una determinata maniera e invocare delle forze che ci possiamo aiutare in questo processo dall’alto.

Il nostro sforzo consiste nel “volere vedere”, aprire gli occhi a chi siamo veramente e a quali sono le dinamiche che governano i nostri comportamenti. Da questo sforzo traiamo un’energia nuova che eleva e ci porta a conoscere nuove dimensioni.

Chamuel è l’arcangelo che possiamo invocare per proteggerci e aiutarci a portare a compimento questa fine opera di trasmutazione delle emozioni: Chamuel arriva insieme a Carità per farci comprendere il significato piu profondo di questa parola caritas, dal greco ἀγάπη, agápē, ossia un grande amore disinteressato e fraterno.

A tal fine ci possono aiutare queste parole:

Io sono amore

L’amore sana e protegge nel raggio rosa, irradia tutto il suo potere nel corpo mentale ed emozionale e si spande nel mio corpo eterico, l’amore divino impregna il mio corpo eterico, energizzando e vivificando il mio essere. Vivificando, energizzando, armonizzando e proiettando l’amore nel mio intorno.

Io sono la luce rosa che armonizza la mia mente.

Io sono la pace nelle mie emozioni.


Io sono luce rosa di amore che tutto lo può.

Cosa vuol dire aprire il cuore?

Mi sincronizzo coll’ amore di Dio, con la ferma convinzione e fiducia che tutto è dentro di me e attorno a me.

Chamuel =Colui che vede Dio.

Di fronte ai grandi dolori o sofferenze che tendono a chiudere il cuore li Chamuel arriva per portare l’amore incondizionato.


Riccardo Cantone


 
 
 
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